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ILLEGITTIMITA’ DELLA SANZIONE DISCIPLINARE DA PARTE DELLA ASP DI PALERMO NEI CONFRONTI DI ROBERTO MIRANDA  SEGRETARIO DEL MOVIMENTO ITALIA SOCIALE.

Grave danno del proprio onore, del nome e reputazione di un dipendente che si è sempre battuto per ragione di giustizia e per far valere i diritti propri e dei più deboli essendo Roberto Miranda  il segretario del Movimento Italia Sociale, già segretario regionale di varie confederazioni sindacali autonome, firmatari del CC.NN nell’ambito della sanità, svolgendo un’attività coerente con le proprie idee, nella difesa dei lavoratori, interpretando quel sindacalismo rivoluzionario alla “Corridoni”, è stato protagonista nel contrastare quella mentalità lobbistica presente sul posto di lavoro.
Infatti, in passato ha evidenziato situazioni ambigue, denunciando le commissioni di invalidità civili e le nomine dirigenziali a coloro che non fossero in possesso dei titoli,  sollecitando il rispetto dell’orario di lavoro come da CC.NN, il mancato coordinamento tra i vari settori per evitare maggiori disagi all’utenza. Questo e tanto altro, ha dato fastidio a tutta una classe dirigenziale in parte incapace ovviamente voluta dai partiti. Ragion per cui l’ASP di Palermo sarà chiamata a risarcire tale danno, ritenendosi, altresì, che tale sanzione disciplinare possa essere un mezzo al fine di mobbizzare il sig. Roberto Miranda.
Di seguito forniamo una breve sintesi della sanzione disciplinare e relativo ricorso, controversia e complessa:
In data 21/12/2011 veniva notificato a firma della Dr.ssa Loredana Curcurù del Dipartimento di Prevenzione - Direzione ASP Palermo, relativo alla richiesta di giorni tre di sospensione dal servizio con privazione della relativa retribuzione  e in seguito di recupero somme, con trattenimento negli emolumenti mensili a carico del dipendente Miranda Roberto, in servizio presso la medesima Azienda, delle somme allo stesso corrisposte pari alla valorizzazione economica di n.1175 ore e 21 minuti di debito orario maturato alla data del 31.08.2011. Il summenzionato ed impugnato provvedimento trae il suo presupposto fattuale a monte da una contestazione di addebito disciplinare e contestuale convocazione del 10/02/2011 con la quale, a  seguito di controlli a campione, disposti sul sistema di rilevazione delle presenze, si era accertato che l’odierno ricorrente al mese di giugno 2010 aveva maturato un debito orario pari a 1019 ore e 27 minuti. Così in data 11/03/2011 il sig. Miranda Roberto unitamente al proprio legale spiegavano le proprie ragioni non riconoscendo il debito orario contestato poiché  alcuna violazione è stata posta dal Miranda, atteso che non risulta da parte alcuna in modo inconfutabile che egli abbia volontariamente omesso di timbrare il cartellino, atteso che lo stesso era smagnetizzato ed alcun controllo è stato operato sulle apparecchiature che ne rilevavano o avrebbero dovuto rilevarle il passaggio, atteso, altresì, che già prima del 2009 le stesse si sono guastate periodicamente.  Problema che il Miranda  anni prima aveva già denunciato scrivendo alle Forze dell’Ordine e alla Procura di Palermo durante il suo operato nel sindacato F.A.S.E. nella qualità di segretario regionale, con una numerosa adesione di medici. Inoltre, si rileva come nei giorni in cui vengono contestate le assenze, il Miranda risultava presente nei luoghi di lavoro prestando ottemperando la propria prestazione lavorativa, come possono testimoniare coloro che con lo stesso lavorano. Peraltro, risulta alquanto lacunosa la documentazione in base alla quale si procede alla contestazione dell’eventuale addebito disciplinare, atteso che la tardività nella creazione degli account dei singoli dipendenti ha causato, che nonostante fosse stata regolarmente redatta l’anagrafica, tuttavia la stessa non risultava associata alle presenze del dipendente, fatto questo addebitabile all’organizzazione interna dell’amministrazione e visto il legittimo affidamento da parte del dipendente sulla correttezza e buon andamento di quest’ultima. A causa dei ritardi sui caricamenti delle timbrature elettroniche ed i continui guasti delle macchinette che non riconoscevano i cartellini – controlli che risultano agli atti effettuati da alcunché – è stato necessario il caricamento manuale per ricostruire le presenze che risulta ancora in corso e pertanto ad oggi, alcuna contestazione può essere mossa nei confronti del predetto prevenuto.
Tuttavia la produzione dei riepilogativi in presenza di un rilevamento automatico delle presenze rileva che sicuramente tale rilevamento in effetti non era affidabile e formante prova contro il dipendente, il Miranda ha ulteriormente compilati dei fogli firma giornalieri cartacei comprovante la presenza,  depositati presso la Cancelleria del Tribunale Civile di Palermo sezione lavoro innanzi al Giudice Dott. Pignataro ma che in una delle udienze risultavano “persi” con il seguente spostamento dell’udienza. In conclusione si richiede di ritenere l’illegittimità della sanzione perché inflitta senza dare atto specifiche difese adottate dal lavoratore, ovvero per falsa applicazione e mancato rispetto del principio di gradualità e proporzionalità, perché costituente comportamento mobbizzante ovvero perché inflitta ad eccessiva distanza di tempo del fatto ovvero per tardività della contestazione ovvero per eccessiva durata del procedimento disciplinare .
Roberto Miranda eletto consigliere nella R.S.U della  ex ASL 6 di Palermo, in collaborazione con altre sigle sindacali interpellavano la Commissione sanità della Camera dei Deputati che interveniva prontamente presso la ASL, contestualmente costituiva il Dipartimento Sanità del MIS,  intervenendo presso l’Assessorato regionale alla Sanità per sollecitare la distribuzione dei vaccini, in ritardo per problemi burocratici, sul blocco dei presidi sanitari e piaghe antidecubito rifacendo firmare il decreto, sollevando il problema igienico sanitario degli sbarchi in Sicilia, sulla problematica della prevenzione e non per ultimo con un volantino che denuncia le morti facili nella sanità siciliana. Potremmo continuare ancora a descrivere le nostre battaglie nel sociale e nella difesa del testimone. E’ opportuno in un momento così particolare della nostra Italia, di serrare  ranghi e di sventolare la nostra difesa dello stato sociale

I due ricorsi

 

 

 

 

 

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