"Una proposta che difenda la corporazione della media e grande impresa"

Palermo 29-03-2004

 

 

Il M.I.S. informa gli italiani che insieme ad altre realta', ha presentato un disegno di legge,a tutela delle imprese italiane,soffocate dal sistema bancario e delle multinazionali

 

 
 
 
 
 

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

“IL RIORDINO DEL SISTEMA BANCARIO E DELLE ATTIVITA’ FINANZIARIE”

I sottoscritti cittadini italiani presentano - ai sensi dell’articolo 71, comma secondo della Costituzione Italiana ed in applicazione della legge 25 Maggio 1970, n° 352 e successive modificazioni – la seguente proposta di legge:

RELAZIONE

Onorevoli Parlamentari,

è con grande umiltà e senso di responsabilità che ci accingiamo a presentare la presente proposta di legge, “consapevoli” della reale portata nell’ECONOMIA del Paese e degli effetti benefici che potrà determinare la sua eventuale approvazione sul tessuto sociale ed economico.

La formulazione del presente articolato, non è infatti frutto di “rabbiose” reazioni alle ultime vicende che hanno riguardato moltissimi risparmiatori “truffati” e “raggirati” dalle Banche in favore di grandi aziende quali la CIRIO, la PARMALAT etc., bensì è il frutto di oltre due anni di lavoro, di studio e ricerche effettuate sul piano sia economico che sociale e riguardante più in generale l’anomala e tuttora attuale “pratica d’uso” delle BANCHE di canalizzare prioritariamente le risorse finanziarie in favore delle GRANDI IMPRESE.

In particolare teniamo a precisare due risultanze a cui è pervenuto il nostro lavoro:

La prima considerazione, è quella che l’attuale universo delle imprese in Italia è formato dal 90,6% da piccole imprese che sono il vero motore produttivo del Paese eppure percepiscono dal sistema bancario un accesso al credito di appena il 18%.

Tale percentuale, per ammissione della maggiore Organizzazione imprenditoriale, la CONFINDUSTRIA, è assolutamente insoddisfacente e determina sul mercato uno squilibrio “di fatto” rispetto a quanto percepiscono le poche grandi imprese (appena il 9,4% sul totale) che amministrano l’82% di tutto il cosiddetto credito ordinario gestito dalle BANCHE, oltre al 100% del mercato azionario e dei FONDI DI INVESTIMENTO che amministrano l’ulteriore totalità del risparmio di milioni di cittadini.

La seconda considerazione discendente dalla precedente è l’attuale fotografia della situazione economica italiana che è ancora peggiore di quella mondiale, ovvero:  il 20% della popolazione possiede ricchezza complessiva per l’80% sul totale e naturalmente sempre in Italia il restante 80% della popolazione si divide il 20% residuo di ricchezza con la scomparsa ormai quasi totale del ceto medio e l’affacciarsi di nuove fasce di povertà.

Non è pensabile in questa sede, teorizzare le basi di un nuovo CAPITALISMO PIU’ UMANO, bensì si intende aprire un serio dibattito e confronto con il sistema bancario per obbligarlo a “RIEQUILIBRARE” le risorse in maniera produttiva prioritariamente tra le Piccole e Medie Imprese.

La ragione di questa determinata iniziativa, nasce dall’ulteriore convinzione (tipica meridionale) che sostiene che “il sazio non ha mai creduto il digiuno” (‘u saziu unnà crieuto mai u’ riuno!) ed inoltre dalla necessità di sostenere una vera ripresa economica con una seria azione di solidarietà verso le fasce deboli della nostra società.

La previsione legislativa pertanto contenuta nei primi tre articoli del presente Disegno di Legge, intende introdurre un principio innovativo per agevolare l’obiettivo di redistribuire sul mercato, prima economico e poi sociale, l’attuale collocazione della ricchezza.

L’innovazione metodologica, infatti, contenuta nel presente dispositivo è rappresentata dall’obbligatorietà imposta alle banche ad operare da un lato, per concorrere al predetto riequilibrio di tassi attivi di interesse in favore delle fasce deboli riferite al reddito, azzerando totalmente la condizione privilegiata di tassi di interesse (sempre attivi) di tipo garantiti (BOT, CCT, etc.) a chi già guadagna oltre una certa fascia di reddito. In altro articolo, si potrà per altro verso operare per una sana azione di sostegno verso quelle micro e piccole imprese, per mettere a loro disposizione i nuovi risparmi canalizzati opportunamente in FONDI MOBILIARI “ad hoc” costituiti per aumentarne la produttività e attivare così nuovi circuiti di capitale di rischio, contribuendo, altresì alla risoluzione delle problematiche connesse alla bassa capitalizzazione nonché intervenendo al miglioramento del rating sul rischio d’impresa previsto dai nuovi parametri di BASILEA 2. Una ulteriore possibilità sarà quella di poter finanziare creativi progetti non supportati da idonee garanzie patrimoniali contribuendo in forma non pubblica alla diffusione del “venture capital” e del “private equity” tra le PMI con parametri dimensionali anche di modesta entità.

Nel quarto articolo del provvedimento, si intende semplificare il meccanismo che sovrintende alla libera circolazione della moneta elettronica (oggi di fatto di assoluto predominio bancario) nonostante l’approvazione in sede Europea degli IMEL (Istituti Moneta Elettronica), oggi solo “virtualmente” regolamentati, quale alternativa al sistema bancario, ma di fatto attribuito alla relativa approvazione della Banca d’Italia (unica Banca Centrale posseduta da privati in Europa).

La nuova norma intende pertanto affidare all’Ufficio Italiano Cambi l’autorizzazione ai richiedenti con i parametri oggi bastevoli per le società finanziarie, di cui all’Art. 106 del Testo Unico del Dlgs. 385/93.

Viene altresì prevista una completa liberalizzazione dei sistemi di pagamento promossi e/o gestiti da organismi no profit che possano contribuire a canalizzare fondi volontari in iniziative di solidarietà sociale.

Un ulteriore contributo a contrastare il fenomeno dell’usura viene dato, oltre che con la reimmissione sul mercato bancario di risparmi delle fasce deboli incentivate e garantite dai tassi attivi a loro riservati, anche dall’azzeramento delle Centrali Rischi di tipo riservate, che sono “focolaio” di misfatti a danno di operatori economici e consumatori, incappati, o fortuitamente o casualmente, in situazioni “formali” di rischio nei confronti del “SISTEMA”, che gli preclude DEFINITIVAMENTE l’accettazione dal circuito BANCARIO ORDINARIO ed inoltre dalla completa RIABILITAZIONE del protestato che viene definitivamente cancellato dalla CENTRALE UNICA RISCHI (C.U.R.) di nuova istituzione, resa trasparente su INTERNET, per tutti gli operatori del mercato e dei medesimi fruitori.

Altro aspetto innovativo e necessario per contrastare la crisi delle Imprese medio piccole e quella delle famiglie mono-reddito viene dall’Istituzione di due appositi Fondi di Garanzia, gestiti per ovvio coordinamento delle competenze dal Ministero delle Attività Produttive che contempla, altresì, la Direzione per la tutela dei consumatori.

Un ultimo intervento che si intende affermare in termini di principio e, speriamo, di sostanza, è quello di inserire, negli Organi direttivi dei principali Enti e società Gestori del risparmio e delle assicurazioni private, alcuni rappresentanti delle principali Associazioni dei Consumatori, quale parte terza rispetto al “sofferto” rapporto di controllore – controllato che oggi esiste sul fronte del rapporto BANCHE – IMPRESE da un lato, e della mancanza di tutela e di contrattualità del piccolo azionista di minoranza o da parte dell’utente di una Compagnia di Assicurazioni che svolge attività nei rami RCA – Auto, vita etc., rispetto alle complesse tematiche del risarcimento del danno, nonché dell’accertamento, sino sua effettiva liquidazione.

Siamo fiduciosi che l’avere introdotto una rendicontazione ogni sei mesi dei predetti rappresentanti dei consumatori - utenti possano scoraggiare atteggiamenti di “approfittamento” unilaterale, se non di raggiri, a danno della collettività.

Non intendiamo esaurire con questo primo intervento legislativo le tematiche afferenti il mal funzionamento del SISTEMA BANCARIO – FINANZIARIO e di quello ASSICURATIVO, ma siamo certi che l’importanza e il metodo partecipativo che ci si propone di introdurre, siano in atto bastevoli, per cominciare ad affrontare i grandi temi economici e sociali con grande senso di responsabilità Politica, auspicando nel contempo, che un livello diffuso e serio della classe dirigente dei vari Partiti, possa cogliere in questa iniziativa popolare tutte la valenze positive e “costruttive”, senza per questo mirare a sottaciuti giochi di potere che non contribuiscono di certo alla costruzione della vera PACE tra i POPOLI e ad una vera lotta al TERRORISMO.

E’ con questo spirito che Vi chiediamo la relativa approvazione in legge del seguente articolato.

 

ARTICOLI

Art. 1

 

  1. Ai soggetti bancari individuati e autorizzati ai sensi del Decreto Legislativo 1 Settembre 1993 n° 385 e autorizzati all’esercizio dell’attività ai sensi degli artt. 13 e 14 del citato DLgs entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge è fatto divieto di corrispondere interessi attivi di tipo garantito alle persone fisiche e assimilate con reddito netto superiore a 50.000,00 Euro.

 

  1. Il parametro economico del reddito netto di cui al superiore comma a partire dall’anno 2006, potrà essere adeguato in misura non superiore all’aliquota ISTAT certificata al 31 Dicembre dell’anno precedente.

 

  1. E’ fatto comunque divieto alle persone fisiche e assimilate con reddito netto superiore ai 50.000,00 Euro di richiedere, anche a mezzo di sistemi telematici e/o telefonici, riconoscimento di interessi attivi di tipo garantito sui propri risparmi ad Istituzioni Bancarie italiane ed estere seppur autorizzate ad operare in Italia, ovvero a soggetti da esse partecipati.

 

  1. Agli stessi soggetti, di cui al comma 3 del presente articolo, è consentito l’adeguamento ISTAT previsto dal precedente comma 2 dello stesso.

 

  1. I soggetti, di cui al comma 3 del presente articolo, potranno optare se richiedere agli Istituti Bancari italiani e/o esteri la custodia dei loro risparmi a tasso zero di interesse attivo, ovvero di affidare gli stessi risparmi con le modalità di cui al successivo comma 2 dell’Art. 3 della presente Legge.

 

Art. 2

 

1.      Alle persone fisiche e assimilate con reddito netto non superiore ai 12.000,00 Euro, gli Istituti Bancari, di cui al comma 1 del precedente Art. 1, dovranno riconoscere a ciascun cliente liberamente confermato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente Legge, ovvero al nuovo cliente acquisito, un tasso di interesse attivo sui depositi loro affidati non inferiore all’80% del T.U.S. ( Tasso Ufficiale di Sconto ).

 

2.      Il riconoscimento del tasso attivo di interesse di cui al comma precedente si applica a risparmi conferiti in uno o più Istituti Bancari di cui sopra per una cifra non superiore a 50.000,00 Euro.

 

3.      Sulle eccedenze eventuali di risparmi conferiti dai medesimi soggetti di cui al comma 1 del presente articolo si applicano le normali condizioni d’uso in atto praticate liberamente dagli stessi Istituti Bancari.

 

4.      L’adeguamento del parametro di 12.000,00 Euro previsto al precedente comma 1 potrà essere aumentato a partire dall’anno 2006 dell’aliquota ISTAT accertata al 31 Dicembre di ciascun anno precedente.

 

Art. 3

 

1.      I soggetti bancari individuati all’articolo 1 della presente Legge che intendano proseguire l’attività di raccolta ed impiego del risparmio in Italia sono obbligati a decorrere dall’esercizio 2005 ad orientare gli impieghi in favore delle Piccole e Medie Imprese riconosciute secondo i parametri dimensionali dell’Unione Europea in misura non inferiore al 60% sul totale della raccolta globale del risparmio amministrato sotto le diverse forme e strumenti tra quelli destinati al settore affari.

 

2.      I medesimi soggetti bancari di cui al comma precedente potranno istituire con i risparmi affidati dalle persone fisiche aventi redditi netti superiori al parametro di cui al primo comma dell’Art.1 della presente Legge, appositi FONDI CHIUSI MOBILIARI dedicati esclusivamente a programmi di investimento delle Piccole e Medie Imprese, non quotate nei mercati regolamentati, ovvero stipulare Convenzioni con i Consorzi Fidi per garantire un migliore accesso al credito delle medesime PMI.

 

3.      Entro il 30 Aprile di ciascun esercizio a decorrere dall’anno 2006, gli Istituti Bancari di cui al 1° comma dell’articolo 1 dovranno presentare rendiconto alla Banca d’Italia, sull’effettiva percentuale di risparmio offerta alle Piccole e Medie Imprese operanti nel territorio italiano.

 

4.      L’eventuale inosservanza anche di un solo punto percentuale previsto dal precedente comma 1 del presente articolo, comporta la revoca dall’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria con le prerogative di cui all’Art. 70 del Decreto Legislativo I Settembre 1993 n° 385.

 

Art. 4

 

  1. Sono abrogati i punti c), d), e) di cui al 1° comma dell’art. 55 della Legge I Marzo 2002 n° 39 riferito al recepimento della direttiva 2000/46/CE e 2000/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, entrambe del 18 Settembre 2000 in materia di Istituzioni di moneta elettronica ( IMEL ).

 

  1. All’autorizzazione per l’esercizio di Istituto moneta elettronica ( IMEL ) è preposto l’Ufficio Italiano Cambi ( U.I.C. ) che potrà autorizzare i soggetti all’uopo interessati secondo le prescrizioni previste dall’Art. 106 del Decreto Legislativo I Settembre 1993 n° 385.

 

  1. Viene di fatto autorizzata la gestione di sistemi di pagamento a spendibilità generalizzata ad Organismi no profit che ne faranno semplice comunicazione al citato Ufficio Italiano Cambi, purché agganciati ad iniziative di solidarietà sociale.

Art. 5

  1. Al fine di intervenire in favore delle imprese per un effettivo reinserimento nel mercato secondo parametri economici di tipo sostanziale e contrastare altresì il fenomeno dell’usura nei confronti dei soggetti iscritti alle varie Centrali Rischi bancarie e delle attività finanziarie, viene disposta l’immediata abolizione delle medesime Centrali Rischi con decorrenza al 1° Luglio 2005.

 

  1. Per consentire altresì al mercato in generale ed ai risparmiatori una effettiva trasparenza e tutela degli investimenti, i soggetti fisici e/o giuridici esposti verso il sistema bancario e finanziario, verranno censiti con decorrenza dal 1° Luglio 2005 in una nuova Centrale Unica dei Rischi ( C.U.R. ) istituita su INTERNET e accessibile a tutti gli operatori interessati in deroga alla Legge 675/96 sulla Privacy e successive modifiche e/o integrazioni.

 

  1. Viene pertanto obbligato ai soggetti bancari e finanziari operanti in Italia di comunicare con cadenza mensile alla Banca d’Italia, per relativa competenza un elenco nominativo delle posizioni di esposizione della clientela a decorrere dal 30 Giugno 2005.

 

  1. La Banca d’Italia pubblicherà in INTERNET sul proprio sito ufficiale due apposite sezioni, l’una per le esposizioni di tipo bancario e l’altra per quelle in essere con gli altri intermediari finanziari.

                                                                      Art. 6

1.  Al fine di prevenire e combattere il ricorso all’usura per facilitare il reinserimento alla operatività legale e creditizia dei soggetti incappati in sofferenze o in protesti, sarà sufficiente che questi documentino di avere  provveduto al pagamento delle rispettive debitorie - previa esibizione dei titoli o degli attestati dei creditori recanti le firme autenticate; tale documentazione sarà  trasmessa a cura del debitore  alla Centrale Unica dei Rischi ( C.U.R. )  in copia autenticata  allegata al  verbale di constatazione redatto da pubblico ufficiale e o notaio. 

 

2.   La C.U. R. avrà l’obbligo di confermare al notaio che ha redatto il verbale di constatazione    dei pagamenti  la ricezione della documentazione e decorsi 30 giorni, termine per eventuali impugnazioni di terzi, dovrà provvedere alla cancellazione del nominativo dal proprio sistema informatico.  

 

3.  Sempre con la finalità di prevenire e combattere l’usura, già a partire dall’esercizio solare successivo alla entrata in vigore della presente legge, viene istituito uno Speciale Fondo di Prevenzione dello Stato di Crisi delle Piccole e Medie Imprese, che verrà alimentato con  il 10% dell’ utile di bilancio ante imposte, da parte di ciascun Istituto di credito; le relative modalità di accesso saranno definite  in sede di norme di attuazione della presente legge. 

 

4.   Sempre per la medesima finalità di cui sopra già a partire dall’esercizio solare successivo alla entrata in vigore della presente legge, viene istituito uno Speciale Fondo di Prevenzione dello Stato di Crisi delle Famiglie in difficoltà, che verrà alimentato con  il 5% dell’ utile di bilancio ante imposte, da parte di ciascun Istituto di credito; le relative modalità di accesso saranno definite  in sede di norme di attuazione della presente legge. 

 

5.      La destinazione delle somme di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo, pari al 15% complessivo degli utili di bilancio di ogni singolo Istituto,  è resa  possibile in virtù delle eccedenze dei depositi bancari non retribuiti ai sensi dell’art. 1, comma 5, e dalla circostanza che le piccole e medie imprese in difficoltà avranno di accedere al Fondo di Prevenzione di cui al superiore comma 3.

6.      All’ istituzione dei predetti Fondi di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo provvede con proprio Decreto il Ministero delle Attività Produttive che emanerà le relative norme di attuazione inerenti lo svolgimento ed il monitoraggio sull’effettivo conferimento da parte degli Istituti di Credito. 

Art. 7

  1. Al fine di scoraggiare fenomeni di aggiottaggio, di insider trading e di nocumento in danno dei risparmiatori di società quotate nei mercati regolamentati, viene prevista la partecipazione di componenti delle Associazioni dei Consumatori nel consiglio di amministrazione della BORSA ITALIANA S.p.a. nonché negli Organi di Governo della CONSOB (COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA’ E LA BORSA), dell’ISVAP (ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO) e della COVIP (COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE).
  1. Alla relativa nomina, di cui sopra, provvede entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge il Ministro dell’Economia.
  1. Le associazioni dei consumatori che potranno avanzare apposite designazioni al Ministro dell’Economia sono quelle individuate e presenti nel C.N.C.U. (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) istituito con Legge 30 Luglio 1998 n° 281.
  1. I componenti nominati con decreto del Ministro dell’Economia dovranno ogni sei mesi relazionare al medesimo Ministero dell’Economia e al Presidente della Commissione Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati sul loro operato, nonché sulle eventuali anomalie riscontrate a qualsiasi livello operativo inerente i compiti degli Organi di Gestione e/o di Vigilanza ricoperti.

Art. 8

  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

            I firmatari componenti del Comitato Promotore

STRAFALACI FRANCESCO, LA FATA FRANCESCO, MESSINA MICHELANGELO, SARLO PASQUALINO , MONTI GIUSEPPE, MIRANDA ROBERTO, BARBERIO MARIO, SCICCHITANO SERGIO, QUINTILIANI CLAUDIO, RANDAZZO VINCENZO, PACE GAETANA, STRAFALACI MARCO, PORCASI VINCENZO, PETRINO FRANCESCO E DENARO GIUSEPPE.